Al chirurgo di spalla di nuova generazione sono richieste abilità che non iniziano e finiscono in sala operatoria. Occorrono competenze che consentano di risolvere i problemi dei pazienti senza dover ricorrere sempre all’intervento.

Un bravo chirurgo di spalla è senz’altro colui che possiede ottime competenze e abilità tecniche sia per quanto riguarda la chirurgia a cielo aperto che per quanto riguarda l’artroscopia. deve saper inoltre maneggiare con destrezza tutti gli strumenti e tecnologie che gli permettono di trattare il paziente senza ricorrere alla sala operatoria.

Questo richiede: 

1. approfondita conoscenza della terapia farmacologica e delle terapie fisiche contro il dolore: è proprio il dolore ad essere il primo e più urgente problema che il paziente ha la necessità di risolvere

2. conoscere e saper utilizzare le terapie rigenerative che rappresentano una delle frontiere più innovative nel campo della chirurgia ortopedica

Ma nulla, a parer mio, è in ogni caso più importante quanto: 

3. conoscere e saper utilizzare l’ecografo

ecografia spalla dottor paolo baudi spallaonlineVisita con ecografia: ecco come si diventa “chirurghi di spalla 4.0” 

Con l’ecografia funzionale e la terapia eco-guidata che si esegue in fase di visita, il chirurgo di spalla diventa un “chirurgo 4.0”. La visita clinica con ecografia in tempo reale è un approccio innovativo che permette allo specialista di spalla di:

  • vedere con l’ecografo dentro la spalla del paziente, anche con l’arto in movimento
  • correlare i dati clinici della visita all’esame ecografico
  • effettuare una diagnosi immediata della patologia
  • intervenire con trattamenti immediati (come infiltrazioni o svuotamenti delle calcificazioni) con precisione millimetrica

Con l’approccio 4.0, che è comune a tutti noi di spallaonline.it, siamo riusciti a ridurre notevolmente le indicazioni all'intervento per i pazienti. Grazie all’utilizzo di queste tecniche, all'utilizzo dell'acido ialuronico infiltrativo e della terapia riabilitativa adeguata infatti, non operiamo più le tendinopatie calcifiche, raramente operiamo lesioni parziali articolari del sovraspinoso e in caso di decisione “conservativa“ su una lesione completa di cuffia , la monitoriamo regolarmente nella sua possibile evoluzione negativa . Infine in caso di intervento il controllo del paziente non è solo clinico ma anche ecografico per monitorare L’evoluzione della cicatrice in rapporto alla riabilitazione . 

 

dottor paolo baudi ortopedico 4.0

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