Non solo ginocchia e caviglie. Sci, snowboard e pattinaggio sul ghiaccio mettono a dura prova anche le spalle, specie in caso di cadute o scontri accidentali. Per ridurre il rischio di farsi male, meglio iniziare a prepararsi con rinforzo muscolare ed esercizi mirati che riducono il rischio di lussazione di spalla. 

È risaputo: lo sci, e più in generale gli sport che si praticano su neve e ghiaccio, sono considerati attività ad alto rischio di trauma perché le cadute accidentali o le collisioni con altri sciatori, possono determinare traumi gravi a livello articolare. Nel caso della spalla, il trauma più comune è la lussazione, ovvero la fuoriuscita della testa omerale con danni certi ai legamenti gleno-omerali e a seconda della energia in gioco anche ossei o tendinei. Si tratta di un infortunio da non sottovalutare perché, oltre a interrompere la vacanza, può compromettere la ripresa di attività lavorativa e sportiva 

La lussazione della spalla: di cosa si tratta?

Quando parliamo di lussazione ci riferiamo allo spostamento dei capi articolari dalla loro posizione naturale. La lussazione di spalla può avvenire a seguito di una caduta improvvisa sul manto nevoso o sul ghiaccio con il braccio lontano dal corpo: nella caduta, la testa dell’omero si sposta dalla sua sede, una superficie di per se poco contenuti a che si trova sulla scapola detta glena, determinando un’impossibilità pressoché totale di muovere il braccio. Uscendo dalla loro sede, i capi articolari possono causare danni ai legamenti gleno-omerali assimilabili ai legamenti crociati del ginocchio, ma a seconda dell’energia in gioco anche ai comparti ossei e/o tendinei della cuffia dei rotatori, limitando in maniera significativa la funzionalità dell’articolazione anche dopo la riduzione della lussazione.

Cosa fare in caso di lussazione di spalla: 

  1. Chiamare i soccorsi al 112 
  2. In taluni casi il paziente riesce a riportare autonomamente l’articolazione in sede ma se questo non è possibile, non provare a riportare l’articolazione nella posizione corretta: è una manovra che deve eseguire il personale sanitario se si vuole evitare il rischio di produrre danni maggiori alla spalla 

Una volta che il medico avrà eseguito una radiografia e le opportune manovre di riduzione della lussazione ed eseguito una radiografia di controllo per escludere fratture associate il braccio viene immobilizzato con un tutore per 20-25 giorni. 

Gli specialisti di spallaonline.it consigliano di eseguire indagini strumentali specifiche come l’ecografia  in grado di invidiare da subito le eventuali lesioni della testa omerale-frattura di hill-sachs e le lesioni di cuffia frequenti nei pazienti oltre i 50 anni. Anche la risonanza magnetica eseguita entro 10-15 giorni dalla lussazione può essere utile a identificare lesioni ossee e legamentose in quanto sfrutta la presenza di versamento siero-ematico come se si eseguisse una Artro-rmn. In questo modo, nel giro del primo mese dalla lussazione, si hanno tutte le informazioni utili sia al programma riabilitativo sia ad una eventuale soluzione chirurgica nel caso di atleti che vogliono proseguire l’attività e hanno dunque bisogno di una buona stabilità di spalla o di lavoratori in cui la recidiva della lussazione può essere pericolosa se avviene durante la attività (per esempio chi lavora sui ponteggi, vigili del fuoco, ecc.) 

Si può prevenire la lussazione di spalla?

I maggiori stabilizzatori dinamici della spalla sono i muscoli della cuffia dei rotatori, i cui tendini formano una vera e propria “cuffia” sulla testa dell’omero che ne impedisce la fuoriuscita dalla cavità glenoidea. Avere una sana e forte cuffia dei rotatori è fondamentale per evitare la lussazione di spalla quando si scia; pertanto, prima di pianificare le vacanze sulla neve, ecco cosa fare per salvare le proprie spalle:

  • rinforzo muscolare della cuffia dei rotatori: è di fondamentale importanza per coloro che hanno subito lussazioni pregresse o che soffrono di lassità articolare di origine genetica, ma è molto utile anche in via preventiva al fine di stabilizzare il più possibile la spalla riducendo al minimo il rischio di lussazione
  • attenti a come si cade: in caso di caduta, è consigliabile cercare di evitare di cadere con il braccio lontano dal corpo durante l’impatto con il manto nevoso.

photo: ildolomiti.it